una distinzione quasi invisibile

Tool / Decision-making and Valuation


una distinzione quasi invisibile
Rosini Gian Carlo , Strategy Consultant, Italy

la differenza tra costi fissi e variabili costi diretti ed indiretti


PREMESSA Il controllo dei costi è alla base di una corretta gestione dell'Azienda, e consiste nel determinare, a preventivo e consuntivo, periodicamente, i costi aziendali nel loro progressivo formarsi ed evolversi, esaminando tutte le costi di gestione e le cause per cui vengono sostenute. SVILUPPO Suddivisione costi fissi e variabili, costi diretti e costi indiretti. Per una ulteriore ed analitica individuazione dei costi si procederà a suddividere tutte le costi in modo preciso per ottenere la loro percentualizzazione ovvero i diversi indici che evidenziano anche i diversi margini di contribuzione aziendali: presupposto base per determinare la redditività delle singole operazioni. La suddivisione sarà: COSTI FISSI Sono quei costi che l'Azienda deve sostenere indipendentemente dalla fatturazione e/o dalle variazioni del volume di affari. Al limite esistono con attività zero, ovvero esistono per fare esistere l'Azienda stessa. Ad esempio appartengono a questa categoria costi come gli ammortamenti, i canoni di leasing, le costi telefoniche, il costo del personale retribuito in misura fissa, gli affitti, ecc. Sono identificabili nella colonna C del foglio budget con la lettera F: COSTI VARIABILI Sono quei costi che variano proporzionalmente con il variare del volume d'affari, e ne seguono le fluttuazioni sia in aumento che in diminuzione. Appartengono a questa categoria il costo del personale retribuito in misura percentuale (altrimenti e' da qualificare come costo Fisso), gli acquisti di merce, le provvigioni, interessi bancari, commissioni carte di credito e pagobancomat ecc. Sono identificabili nella colonna C del foglio budget con la lettera V: COSTI SEMIVARIABILI Sono formati da una componente fissa, come ad esempio un minimo contrattuale garantito, e da una parte variabile, per esempio il consumo del periodo (S.I.P., ENEL). Per semplicità di calcoli imputiamo questi costi interamente alla struttura fissa, oppure alla variabile, in funzione delle caratteristiche aziendali. In realtà, pochi sono i costi di natura solo fissa o solo variabile. Quasi tutti posseggono in parte le caratteristiche dei costi fissi ed in parte quelle dei costi variabili, in percentuali variabili anche temporalmente. Tuttavia, volendo ottenere esatti dati di sintesi (dal punto di vista gestionale), non dobbiamo attribuire ad ogni voce di spesa la natura fissa o variabile in funzione della componente predominante e/o del suo tradizionale utilizzo, ma solo in funzione della specifica utilizzazione aziendale. La classificazione descritta rappresenta un punto fermo per la determinazione del "Punto di Pareggio” (Break Even Point). ELASTICITA' AZIENDALE Da quanto premesso appare evidente l'importanza di questa suddivisione, che tra l'altro è significativa quando si passa alla valutazione della "Elasticità Aziendale", ovvero la capacità dell'Azienda a sopportare eventuali contrazioni dei volumi di vendita senza subire eccessive ripercussioni. Tanto maggiori sono i costi variabili rispetto a quelli fissi, tanto minori risulteranno le influenze negative in fase di contrazione dei ricavi, mentre al contrario, in fase di aumento dei ricavi, una più elevata percentuale di costi fissi produce minori effetti positivi. L'Elasticità Aziendale si misura con il seguente rapporto: E.A. = % Costi Variabili % Costi Fissi Chiariamo con un esempio pratico: Abbiamo 3 aziende tutte con un reddito operativo del 12%, dove: RO = Reddito Operativo RV = Ricavi di Vendita CGest = Costi di Gestione CVend = Costo del Venduto RV - (CGest+Cvend) RO = ---------------------------- x 100 = 12% RV Ciò significa che nelle 3 aziende la somma (CT) dei costi variabili (CV) e dei costi fissi (CF) raggiunge l' 88% dei ricavi. Se ipotizziamo, con questo risultato, tre diverse situazioni strutturali per le tre aziende prese ad esempio, avremo: 1∞ Azienda: CV = 78% CF = 10% CT = 88% 2∞ Azienda: CV = 55% CF = 33% CT = 88% 3∞ Azienda: CV = 25% CF = 63% CT = 88% L'elasticità aziendale in ogni azienda sarà diversa, e precisamente: 1 Azienda 78% / 10% = 7,8% 2 Azienda 55% / 33% = 1,7% 3 Azienda 25% / 63% = 0,4% La prima azienda in caso di contrazione del volume di affari è avvantaggiata rispetto alle altre due potendo risparmiare sui costi variabili (che diminuiscono proporzionalmente al volume d'affari), ed ha, pertanto, una struttura più elastica. La seconda azienda ha una struttura più rigida (maggiori costi fissi) ed è vero che in caso di espansione dei ricavi ha proporzionalmente maggiori utili, ma è anche altrettanto certo che in caso di contrazione dei ricavi ha maggiori perdite o minori utili. La terza azienda è di tipo molto rigido, e non può assolutamente permettersi di subire contrazioni di mercato. E’ possibile calcolare il grado di elasticità della Vs. Azienda, utilizzando i dati di costo suddivisi in fissi e variabili secondo la "Riclassificazione del Piano dei Conti". RICLASSIFICAZIONE DEL PIANO DEI CONTI In pratica dovranno essere reimpostati i conti utilizzati nel Vs. piano dei conti ad uso amministrativo - contabile in modo tale da consentire il loro utilizzo in campo gestionale. I vari conti rimarranno gli stessi, mentre verranno modificati i vari mastri, che avranno precedenza logica dal punto di vista gestionale. Avremo dunque il mastro "costi amministrativi", il mastro "costi del personale commerciale", il mastro "costi operativi", eccetera. All'interno di questa suddivisione logica, i costi verranno a loro volta classificati in "costi fissi" o "costi variabili" come detto. Nel modulo preparato per il Budget e per il Rendiconto abbiamo introdotto direttamente la riclassificazione del Piano dei conti e la suddivisione tra costi fisse e variabili. Questa riclassificazione e suddivisione dovrà essere usata in tutte le analisi di natura economica, che svilupperete anche successivamente, che noi abbiamo già elaborato ed introdotto (Budget, Rendiconti economici extracontabili, Controllo costi, Punto di pareggio per totale azienda, etc.). La classificazione Fissi/Variabili potrà essere modificata al variare della specificità operativa aziendale. Conseguentemente nei più importanti prospetti elaborati viene introdotta in modo tale da poter variare dinamicamente consentendo eventuali simulazioni o variazioni reali dovute alla modifica di alcuni componenti aziendali. Inoltre la stessa classificazione può essere utilizzata anche dal settore commerciali, in fase di acquisizione ordini. Infatti, in particolari situazioni, può essere interessante coprire i costi fissi ed in altre ordinazioni coprire tutti i costi ed ottenere un congruo utile aziendale. Ciò è fattibile solo nel caso che i costi fissi aziendali siano facilmente identificati preventivamente. COSTI DIRETTI E COSTI INDIRETTI In un primo approccio definiremo i: costi diretti, sono quei costi che sono direttamente imputabili al prodotto. I costi indiretti invece sono quelli indirettamente imputabili al prodotto Questa classificazione è indispensabile per capire la incidenza dei costi indiretti sui diretti e quindi per conoscere i costi totali. Ovviamente la somma dei costi diretti ed indiretti deve essere uguale alla somma dei costi fissi e variabili. Approfondendo i costi diretti sono quelli identificabili nella distinta base che hanno una diretta imputazione alla commessa. Facciamo un esempio. Il costo del personale è diretto se imputato direttamente alla commessa, ad esempio il costo dell’operatore imputato in funzione del tempo che lavora su una commessa. Il costo impiegato amministrativo generalmente non è imputato alla commessa e quindi indiretto. Pero il costo del personale di vendita, che viene retribuito in funzione delle sue vendite è diretto se le sue commissioni sono imputate alla commessa, è sicuramente un costo variabile, ma è fisso se pagato indipendentemente dalle vendite ed indiretto se njon imputato direttamente nel costo della commessa. Naturalmente questa tipologia di costi deve essere prevista a livello di budget per calcolare sul costo di prodotto, l’ incidenza dei costi indiretti sui diretti, quindi la determinazione del FULLCOST sul quale calcolare sul margine di commessa. Il loro calcolo preventivo sul budget è determinato nel budget, imputando la I di indiretti e la D di diretti nella colonna Z: Questo calcolerà l’ incidenza percentuale dei costi indiretti sui diretti nella fattispecie risultante il 18,28%, al quale occorre aggiungere un margine di rischio oltre al margine di commessa:

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